Ilvo Diamanti in un bellissimo articolo su Repubblica lo dice chiaramente: la Lega non è finita, c’è troppa fretta di liquidarla. Il Carroccio può contare su un bacino elettorale pressoché stabile, fedele, che crede nel movimento e non metterebbe mai in discussione il voto. Gli amministratori locali sono fortemente radicati e, soprattutto, apprezzati dai cittadini (il caso di Tosi è solo uno tra i tanti). E’ l’unico partito (insieme all’Idv che però ha votato la fiducia) ad opporsi dagli albori al Governo dei tecnici. Su queste premesse Diamanti sottolinea come
“ll risultato delle prossime amministrative assumerà grande importanza. Ma non fornirà un verdetto definitivo e, soprattutto, chiaro sul futuro. Occorrerà attendere le elezioni politiche del 2013 per capire quanto contino davvero la Lega e gli altri partiti”.
Se le prossime amministrative non saranno un verdetto sulla forza elettorale complessiva della Lega, sicuramente saranno un banco di prova per verificare la tenuta del partito dopo il passo indietro di Umberto Bossi. Il rischio è che tra Congressi e successioni i regionalismi e le faide interne prendano il sopravvento nei prossimi mesi (soprattutto se queste amministrative si riveleranno un flop), riesumando le ataviche distinzioni tra leghisti veneti, lombardi, piemontesi, romagnoli e emiliani. Marco Alfieri sulla Stampa:
“Il vero capolavoro politico di Umberto Bossi fu il congresso di Pieve Emanuele, febbraio 1991: il Senatur riuscì a federare Lega lombarda, Liga veneta, Piemont autonomista, Union ligure e altri movimenti, schiacciando la fronda di 70 delegati (veneti e bergamaschi) su 250 contrari al monopolio bossiano. Vent’anni dopo, con le dimissioni del Capo, il regime di ferro terrà o usciranno le vecchie divisioni?”
E mentre la Lega cerca di restare a galla rinnovandosi al suo interno Beppe Grillo incalza, derubricando le indagini sul Carroccio a mero evento mediatico e ponendosi come nuovo riferimento, anche a livello di contenuti, per un elettorato di centrodestra più spaesato che mai. Il no alla cittadinanza per i figli degli immigrati e le posizioni ambigue sull’evasione (“Ora si sono svegliati e vogliono che paghiamo le tasse. Se tutti pagassimo le tasse a Roma ruberebbero il doppio”) sono la testimonianza di un movimento che vuole incrementare i suoi voti.