Amministrative 2012

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April 2012

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Lega e M5S, destini incrociati

Ilvo Diamanti in un bellissimo articolo su Repubblica lo dice chiaramente: la Lega non è finita, c’è troppa fretta di liquidarla. Il Carroccio può contare su un bacino elettorale pressoché stabile, fedele, che crede nel movimento e non metterebbe mai in discussione il voto. Gli amministratori locali sono fortemente radicati e, soprattutto, apprezzati dai cittadini (il caso di Tosi è solo uno tra i tanti). E’ l’unico partito (insieme all’Idv che però ha votato la fiducia) ad opporsi dagli albori al Governo dei tecnici. Su queste premesse Diamanti sottolinea come

“ll risultato delle prossime amministrative assumerà grande importanza. Ma non fornirà un verdetto definitivo e, soprattutto, chiaro sul futuro. Occorrerà attendere le elezioni politiche del 2013 per capire quanto contino davvero la Lega e gli altri partiti”.

Se le prossime amministrative non saranno un verdetto sulla forza elettorale complessiva della Lega, sicuramente saranno un banco di prova per verificare la tenuta del partito dopo il passo indietro di Umberto Bossi. Il rischio è che tra Congressi e successioni i regionalismi e le faide interne prendano il sopravvento nei prossimi mesi (soprattutto se queste amministrative si riveleranno un flop), riesumando le ataviche distinzioni tra leghisti veneti, lombardi, piemontesi, romagnoli e emiliani. Marco Alfieri sulla Stampa:

“Il vero capolavoro politico di Umberto Bossi fu il congresso di Pieve Emanuele, febbraio 1991: il Senatur riuscì a federare Lega lombarda, Liga veneta, Piemont autonomista, Union ligure e altri movimenti, schiacciando la fronda di 70 delegati (veneti e bergamaschi) su 250 contrari al monopolio bossiano. Vent’anni dopo, con le dimissioni del Capo, il regime di ferro terrà o usciranno le vecchie divisioni?”

E mentre la Lega cerca di restare a galla rinnovandosi al suo interno Beppe Grillo incalza, derubricando le indagini sul Carroccio a mero evento mediatico e ponendosi come nuovo riferimento, anche a livello di contenuti, per un elettorato di centrodestra più spaesato che mai. Il no alla cittadinanza per i figli degli immigrati e le posizioni ambigue sull’evasione (“Ora si sono svegliati e vogliono che paghiamo le tasse. Se tutti pagassimo le tasse a Roma ruberebbero il doppio”) sono la testimonianza di un movimento che vuole incrementare i suoi voti. 

Apr 17, 2012
#Lega Nord #M5S #Palermo #Genova #Verona #Lecce #Parma
Se la televisione snobba le amministrative... → agenparl.it

La rete ha preso il sopravvento. In televisione, tra spazi d’approfondimento, talk show e telegiornali, delle imminenti elezioni amministrative non sembra proprio esserci traccia. Sandro Gozi, deputato del Partito Democratico, ha dichiarato in una nota che a ““meno di 20 giorni alle elezioni tutti i tg hanno dedicato, nelle edizioni di pranzo della giornata del 15 aprile, ampi spazi alla Lega ed in particolare a Maroni ma nessun servizio sulle elezioni amministrative”. Anche i talk show serali più seguiti non sembrano interessati all’argomento, dedicandogli solo spazi marginali.

In attesa di un risveglio delle truppe televisive meglio affacciarsi in rete. Qualche notizia in più è sempre a disposizione.

Apr 17, 2012
#Elezioni #Tg #Televisione #Web
Incontrare Orlando? Si può. Sul web → facebook.com

Incontrare il candidato Sindaco Leoluca Orlando? Si può. Sabato 21 aprile Orlando terrà “un video incontro sul web, sfruttando la tecnologia messa a disposizione da Google Plus, per presentare Palermo città digitale”. Una mossa interessante visto che si tratta di un evento praticamente unico nel panorama politico italiano, mentre negli Stati Uniti questo e altri strumenti simili sono già ampiamente utilizzati. In primis dal Presidente Obama. 

Apr 16, 2012
#Palermo #Leoluca Orlando #Idv #Verdi #Fds
Lecce, controllo "civico" sull'attuazione del programma → loredanacapone.it

Il vicepresidente di Confindustria ha proposto una forma “civica” di controllo sul grado di attuazione del programma elettorale del candidato vincente. Così a Lecce la prossima legislatura potrebbe caratterizzarsi per l’alto livello di partecipazione dei cittadini nel visionare e analizzare le “promesse” fatte in campagna elettorale e la loro successiva ed eventuale trasformazione in fatti concreti. Obiettivo: rendere inclusiva la politica cittadina. Detto fatto perchè la candidata del centrosinistra Loredana Capone ha preso la palla al balzo e si è subito dichiarata favorevole alla proposta: 

“Annuncio l’impegno affinchè venga introdotto uno strumento amministrativo di controllo sul programma che ogni sei mesi fornisca ai cittadini (anche attraverso il sito istituzionale) un report sul livello di attuazione delle proposte”.

Intanto, mentre i cittadini chiedono a gran voce un maggiore controllo sulla politica locale, non sembrano altrettanto interessati alla presentazione della lista dei candidati del Partito Democratico per il Comune di Lecce. Il Corriere della Sera, nello stesso giorno in cui è uscito dall’ufficio stampa della Capone il comunicato sul “controllo civico”, descriveva così la situazione:

“Piazza Sant’Oronzo è davvero troppo grande e il popolo del Pd non riesce a riempirla. In realtà, non riesce a riempire nemmeno la metà delle sedie disposte di fronte al palco. La serata è fredda e nemmeno tutto l’entusiasmo di una combattente come Loredana Capone riesce a scaldare la platea e a strappare applausi scroscianti.

Va bene il controllo, ma prima vanno convinti gli elettori. A suon di promesse da mantenere.

Apr 16, 2012
#Loredana Capone #Lecce #Pd #Idv #Sel #Psi
In bilico, al centro → ilfattoquotidiano.it

L’Udc di Casini e le alleanze sono un binomio tutto da interpretare. Dopo la rottura con il Pdl e con la coalizione di centrodestra che ha governato l’Italia dal 2001 al 2006 l’Udc si è presentata da sola o scegliendo uno dei due schieramenti in tutte le tornate elettorali, dal 2008 fino ad oggi. Thomas Mackinson sul Fatto prova a tirare le somme in vista delle amministrative di maggio e il risultato è sempre lo stesso: l’Udc correrà al fianco di 35 candidati del centrodestra e 36 del centrosinistra nei comuni sotto i 15.000 abitanti. Nelle principali città al voto il quadro è più complesso: a Verona Castelletti è il candidato di Udc, Pdl, Fli e socialisti; a Palermo Massimo Costa è sostenuto da Udc, Pdl e Grande Sud; a Lecce Luigi Melica gode dell’appoggio di Udc e Api; a Parma il partito di Casini appoggia insieme ad una lista civica l’ex Sindaco Ubaldi; a Genova si presenta uno dei rari casi dove il Terzo Polo corre unito per il candidato Musso. Già, rispetto al 2008 c’è da mettere in conto anche la presenza del Terzo Polo, una specie di coalizione fantasma (per il momento) che dovrebbe includere Fli e Api, oltre all’Udc: in realtà sono rari i casi in cui i partiti di Casini, Fini e Rutelli corrono insieme. Quello del Polo della Nazione è per ora un esperimento da rinviare a data da destinarsi.

Difficile sostenere che le scelte del partito di centro siano sempre dettate da interessi locali o, come qualcuno è arrivato a immaginare, da rapporti di forza che negli ultimi anni hanno spinto l’Udc a salire sul carro del probabile vincitore. Le cose non stanno proprio così e basta analizzare i dati delle ultime regionali del 2010 per capirlo: eccezion fatta per la Liguria (dove ha sostenuto il vincitore Burlando, centrosinistra al completo) nel Nord del paese l’Udc non si è mai alleata con i candidati vincenti. In Lombardia aveva un suo candidato, Pezzotta, in Piemonte appoggiava Mercedes Bresso (sconfitta dal leghista Cota), in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria correva da sola. Leggermente diverso l’approccio in altre regioni: nelle Marche e in Basilicata l’Udc ha vinto con un’ampia coalizione di centrosinistra, mentre in Calabria, Lazio e Campania faceva parte di coalizioni di centrodestra. Tutte vincenti.

Il dato da evidenziare non è il valzer continuo delle alleanze ma l’evidente concentrazione dei voti raccolti dall’Udc: percentuali alte nel mezzogiorno, nella media al Centro, sotto il 5% al Nord. Su questa difficoltà strutturale nel raccogliere voti da Roma in su i dirigenti del partito dovrebbero chiedersi perchè per un elettore settentrionale è così improbabile farsi rappresentare dall’Udc. Alleanze a parte.        

Apr 16, 2012
#Udc #Verona #Lecce #Parma #Genova #Palermo #Massimo Costa #Luigi Melica #Elvio Ubaldi #Enrico Musso #Luigi Castelletti
Il populismo di Grillo secondo Bersani e Vendola → tgcom24.mediaset.it

Chi l’avrebbe mai detto che anche questa tornata elettorale avrebbe esaltato il Movimento 5 Stelle, spingendolo in alto nei sondaggi proprio a ridosso delle amministrative e creando serie preoccupazioni tra i leader di centrosinistra Bersani e Vendola, convinti che i grillini potrebbero compromettere molte vittorie al primo turno dei loro candidati?

Gli scandali che stanno attraversando i partiti hanno proiettato il M5S al 6,8% a livello nazionale (sondaggio datamonitor per Milano Finanza) ed è ovvio che questi dati preoccupino le segreterie di Pd, Idv e Sel (ma anche della Lega) perchè, se i candidati grillini difficilmente riusciranno a centrare una vittoria a maggio, il loro bacino elettorale è composto da indecisi e “disillusi”, quindi da gran parte di quegli elettori che il centrosinistra vorrebbe riconquistare dopo la caduta del Governo Berlusconi.

Fiutato il pericolo Vendola si è affrettato a dichiarare che

“Beppe Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro paese. Considero il populismo un nemico. Quando sono crollati la democrazia e i partiti negli anni ‘30, il populismo ha fatto nascere un’avventura drammatica. I regimi reazionari sono stati alimentati dalle culture populistiche”.

Pierluigi Bersani ha rincarato la dose in un’intervista televisiva:

“Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo”.

Meglio quindi non parlare di elezioni politiche anticipate per evitare destabilizzazioni del sistema. Peccato che un primo segnale di instabilità potrebbe arrivare tra meno di un mese con le amministrative.

 

Apr 16, 2012
#m5s #Pierluigi Bersani #Parma #Verona #Lecce #Genova #Palermo
Che ne sarà della Stalingrado d'Italia?

Sesto San Giovanni è governata da forze della sinistra da più di 70 anni, più o meno dall’inizio della storia repubblicana del paese. Non siamo in Emilia-Romagna, Toscana, Liguria o Umbria. No, Sesto è a ridosso di Milano, al centro di quel Nord “ricco e produttivo” da ormai vent’anni nelle mani del centrodestra. Una realtà simbolo dello sviluppo industriale del XX secolo, ora alle prese con la deindustrializzazione e la riconversione di enormi spazi abbandonati da imprese dismesse. Eppure Sesto non è mai cambiata: anche nei momenti più bui per il centrosinistra questa città di 80.000 abitanti ha sempre votato per lo stesso schieramento. Una vera roccaforte che, per la prima volta nella sua storia, potrebbe voltare pagina. 

Dieci anni di amministrazione, infatti, sono finiti sotto le lenti di ingrandimento della magistratura che vuole vederci chiaro sugli appalti che hanno assegnato i lavori per la riconversione dell’ex area Falck, un intero quartiere (tra i più grandi d’Europa) da ridisegnare e ricostruire. Sotto indagine sono finiti Filippo Penati, ex Sindaco della città dal 1994 al 2001 ed ex uomo di punta del Partito Democratico, l’attuale Sindaco Pd Giorgio Oldrini, due dirigenti comunali costretti alle dimissioni e un assessore della giunta sestese. L’intero castello sembra destinato a crollare, visto che gli uomini e i partiti che governano Sesto da decenni hanno “tradito” l’elettorato proprio su temi cari alla sinistra, quali l’industria, il lavoro, la trasparenza.

A maggio si torna al voto: il centrosinistra, ancora una volta compatto, punta tutto sull’ex assessore alla cultura Monica Chittò, molto vicina al Sindaco uscente Oldrini. Per sostenere la sua candidatura, quanto mai a rischio, si spenderanno anche Giuliano Pisapia e Nichi Vendola. La debolezza della Chittò è compensata da un centrodestra diviso come nel resto del Nord: il Pdl e LaDestra appoggiano la candidatura di un’altra donna, Franca Landucci. La Lega Nord punta sull’ex senatore Celestino Pedrazzini. Il Terzo Polo si è schierato con Giampaolo Caponi, presidente Lions e fervente cattolico. Da non sottovalutare le liste civiche che presentano candidati propri e il M5s di Grillo con la candidata Serena Franciosi.

Un vero rebus insomma. Con un dettaglio storicamente rilevante: per la prima volta nella storia a Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia, la competizione elettorale è aperta.

Apr 15, 2012
#Sesto San Giovanni #Lombardia #Filippo Penati #Giorgio Oldrini
Ubaldi: Parma città autonoma → diariodellacrisi-parma.blogautore.repubblica.it

Parma è stata una “grande città nel periodo 1998-2007, autonoma da Bologna e punto di riferimento per le province vicine. Un mortorio se governa la sinistra, nemmeno i problemi degli ultimi 5 anni giustificano il loro ritorno”. Parola di Elvio Ubaldi (Udc-Civiltà Parmigiana) che dopo dieci anni alla guida del Comune di Parma tenta di nuovo la scalata alla carica di Sindaco, cercando di allontanare dalla sua figura la parentesi della discussa giunta Vignali, che nel periodo 2007-2011 è stata travolta dagli scandali. ”Quando giro per Parma la trovo bella, con le sue tangenziali a posto, la Casa della musica e il Duc. Mi sono candidato per salvaguardare quel che di buono abbiamo costruito dal ‘98 al 2007” prima della ingloriosa giunta Vignali, sottolinea Ubaldi. Il tentativo di tenersi a distanza dalla pessima reputazione di cui “gode” l’ultima amministrazione parmigiana (centrodestra) è dovuta ai continui attacchi che l’ex Sindaco Pietro Vignali ha sferrato proprio verso Ubaldi, accusandolo di aver contribuito in larga parte a costruire l’enorme debito della città. Per Ubaldi è obbligatorio dimostrare che non è così, facendo leva soprattutto sui ricordi positivi della “Parma che fu” quando era Sindaco.

Elvio Ubaldi ha vinto le elezioni nel 1998 contro tutti i pronostici e ha ottenuto la riconferma al primo turno nel 2002 con oltre il 52% dei voti: in entrambi i casi ad uscirne sconfitti sono stati due candidati dell’allora Ulivo. 

 

Apr 15, 2012
#Parma #Elvio Ubaldi #Udc #Civiltà Parmigiana
Pdl, torna l'identità forzista → rassegna.camera.it

Un mese fa la fondazione dell’associazione Forza Lecco aveva l’aspetto di un puro atto di forza della pasionaria Michela Vittoria Brambilla, stanca del ruolo svolto dagli ex An all’interno del Pdl e disposta a tutto pur di riesumare lo spirito del ‘94, ovvero Forza Italia. In realtà per un partito ancora alla ricerca di un’identità propria e definita non si è trattato affatto di una parentesi: in un mese si sono moltiplicati i casi di “secessione interna”, da Forza Veneto a Forza Bolzano, da Forza Como a Forza Emilia. Negli ultimi giorni è nata anche Forza Modena, ideata da una forzista della prima ora, Isabella Bertolini, convinta che le faide interne siano legate anche a traffici di tessere del Pdl, con tanto di rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nei vari congressi provinciali che si stanno svolgendo.

Il rischio non sono soltanto le correnti, che si stanno moltiplicando nel partito di Berlusconi, ma anche la prospettiva di una separazione insanabile tra ex forzisti ed ex aennini. Comunque vada a finire è evidente che gran parte delle associazioni che si richiamano all’identità di Forza Italia si sono costituite nel Nord del paese, dove Pdl e Lega attualmente governano una buona fetta del territorio. Le prossime amministrative, dopo la rottura con il Carroccio, rischiano di far perdere alla coalizione di centrodestra molti comuni dove governano insieme da anni. Per non consegnare il Nord al centrosinistra e alla Lega molti esponenti locali del Pdl hanno quindi pensato che fosse giunto il momento di una scossa. Ma la prospettiva di una separazione interna aiuterà i berlusconiani?

Verona. Nel capoluogo scaligero gli amministratori locali eletti con Forza Italia nel 2007 hanno presentato “l’associazione culturale Forza Verona dichiarando il loro appoggio alla lista civica” di Flavio Tosi. In tutta risposta il segretario nazionale Alfano li ha sospesi, confermando che il candidato del Pdl è e resta Luigi Castelletti. Il paradosso è che a Verona il peso elettorale dell’allora Forza Italia non è mai stato schiacciante: le comunali del 2007 che incoronarono Tosi, infatti, si chiusero con un modesto 15% (in parte legato alla forza della lista civica di Tosi che raccolse più o meno gli stessi voti), mentre la destra di Alleanza Nazionale, con un forte radicamento nella città, ottenne il 13%. Difficile di conseguenza stabilire chi porterà in dote i voti di An e Fi alle prossime elezioni ma c’è da scommettere che Tosi riuscirà a farli convergere sulle liste che lo appoggiano. A discapito del candidato ufficiale del Pdl Luigi Castelletti.

Como. Anche in Lombardia si è consumata una rottura interna nel Pdl. Dopo le primarie, vinte da Laura Bordoli, lo sconfitto Sergio Gaddi ha accusato di interferenze il suo stesso partito e ha presentato una lista personale, “Forza Cambia Como”, formata da liberali della prima ora, candidandosi così alla carica di Sindaco in contrapposizione proprio alla Bordoli, secondo i critici espressione dell’accordo tra ex An e Cl. 

In molti casi la ritrovata identità forzista ha le sembianze di una pentola a pressione pronta ad esplodere dopo il voto.

Apr 14, 2012
#Pdl #Verona #Luigi Castelletti #Forza Italia #An #Lega Nord
Da modo di vivere a città da immaginare: quale futuro per Parma → immaginaparma.it

Per la passata amministrazione Parma era una città dove “stare in mezzo alla gente, uscire la sera e sentirsi a casa”. Un modo di vivere, insomma. Ora, dopo gli scandali, il commissariamento e nel bel mezzo di una campagna elettorale apertissima, Parma è tornata ad essere una città da immaginare, ricostruire, rinsaldare. Il candidato Sindaco del centrosinistra, Vincenzo Bernazzoli, ha lanciato il progetto “Immagina Parma”, principalmente un sito dove i parmigiani possono indicare le zone della città più disagiate specificando il problema che li riguarda: dalla sicurezza all’ambiente, dal traffico al trasporto pubblico. Tutti i casi accertati vengono poi identificati sulla mappa della città presente in home page, in modo da avere un quadro esaustivo delle zone più delicate e dei problemi dei singoli quartieri.

Un progetto interessante che coinvolge la cittadinanza e si pone l’obiettivo di mettere i cittadini al centro della proposta politica. Coinvolgimento e partecipazione, per Bernazzoli e per la sua campagna elettorale due “armi” che gli avversari non dovrebbero sottovalutare.   

Apr 14, 2012
#Parma #Vincenzo Bernazzoli #Pd #Idv #Sel #PdCI #Verdi
Genova, Primavera Politica e il "voto utile"

A Genova “sentiamo invitare i cittadini a non “disperdere il voto”, a votare solo per le “grandi coalizioni”. Questo modo di pensare è molto pericoloso”. La lista civica Primavera Politica (candidata Sindaco Simonetta Saveri) sottolinea in un comunicato stampa quanto in una contesa elettorale amministrativa “chi parla della dispersione del voto, ha paura che nuovi volti, nuove energie e nuove idee entrino nel mondo politico e dirigenziale di questa città”.

Primavera Politica è un movimento civico. Difficile quantificarne il peso elettorale, ma potrebbe rientrare in quella forbice tra il 4 e l’8% (sondaggio) che include tutte le liste civiche presentate a Genova. Insieme al M5S di Grillo il civismo resta una scelta potenzialmente valida per gli elettori incerti o delusi dalla politica tradizionale. Elettori che di fronte agli scandali degli ultimi mesi potrebbero decidere di schierarsi con forme “civiche” di partecipazione politica. A Genova se la somma dei voti di M5S e liste civiche indipendenti dovesse superare il 10% si aprirebbero le porte ad un delicato ballottaggio. 

“Perché votare per piccole realtà come Primavera Politica al primo turno porterà al ballottaggio i due candidati che avranno ottenuto più consenso e quindi chi ha paura di colui che crede un “nemico” avrà in quell’occasione la possibilità di esprimersi”. 

Apr 14, 2012
#Genova #Primavera Politica #Simonetta Saveri
Genova, l'ago della bilancia è il M5S → genova24.it

La vera minaccia per Marco Doria sono i “grillini”. A Genova, infatti, non è possibile fare valutazioni comparative sullo stato di salute del M5S, ma gli ultimi sondaggi danno il candidato Paolo Putti oltre la soglia del 5%. Come in tutte le elezioni è lecito chiedersi quanti sono i voti che i grillini riusciranno a stornare dai partiti del centrosinistra, quindi a Marco Doria. Inoltre questa volta anche il voto di protesta degli elettori del centrodestra, in passato incanalatosi nella Lega Nord, rischia di confluire nel movimento di Grillo, le cui potenzialità di crescita a Genova sono molto alte.

Tradotto: il M5S può rosicchiare voti a entrambi gli schieramenti ma se nessun candidato prevalesse al primo turno, il ballottaggio sarebbe davvero pericoloso per il favorito Marco Doria. 

Apr 13, 2012
#Genova #Marco Doria #Paolo Putti #m5s #Pd #IdV #Sel
Palermo, quanto vale l'endorsement di Lombardo? → palermo.repubblica.it

L’abbiamo già visto, il pacchetto di voti del Governatore Lombardo (Mpa) ha un valore che sfiora il 13%. Allo stesso tempo il suo appoggio oggi è quantomeno pericoloso perchè le indagini a suo carico stanno proseguendo e potrebbero mettere in discussione una fetta dei suoi voti ma anche quelli della coalizione di partiti che sostengono il candidato Alessandro Aricò. Eppure Lombardo ha ricordato anche oggi di non essere neutrale: “Sono schierato con Aricò”. Punto.

Tutto è cominciato con le dichiarazioni del segretario regionale dell’Udc Sicilia, Gianpiero D’Alia: 

“La Regione dovrebbe essere neutrale rispetto a questa campagna elettorale. Mi rivolgo in particolare al Presidente della Regione Lombardo e all’assessore alla Sanita’ Massimo Russo, e soprattutto al candidato sindaco Alessandro Arico’ che e’ deputato regionale, ma questo sono certo che non accadra’ e che non si usera’ la Regione per influenzare la campagna elettorale”.

Forse il rischio che D’Alia vorrebbe scongiurare è quello di una serie di interventi economici o assistenziali diretti al Comune di Palermo. Mittente la Regione Siciliana. Proprio in questi giorni l’Ars sta cercando di approvare tra mille difficoltà il bilancio e c’è il rischio che usi “in maniera spregiudicata il braccio armato dei mezzi istituzionali per condizionare l’andamento del voto”.

Apr 13, 2012
#Palermo #Raffaele Lombardo #Alessandro Aricò #Fli #Mpa #Api
Lega, Tosi vuole vincere elezioni e...congresso → corrieredelveneto.corriere.it

Flavio Tosi si giocherà molto del suo futuro nelle prossime settimane: prima con le comunali di Verona dove cercherà una (probabile) riconferma, poi con il Congresso nazionale Veneto della Lega che si svolgerà il 3 giugno, quindi a ridosso dei ballottaggi per le amministrative.

La sfida è più che mai delicata: in Veneto, infatti, i “tosiani” hanno ridimensionato il potere degli uomini più vicini a Bossi, come il mai discusso segretario nazionale veneto Gobbo, imponendosi in numerosi Congressi provinciali. La prova finale, come annunciato da Maroni a Bergamo, si terrà il 3 giugno e i numeri dovrebbero dar ragione a Tosi. I bossiani però non si arrendono perchè temono una vera e propria faida interna alla Lega in caso di successo del sindaco veronese e provano ad armarsi per dimostrare di avere numeri abbastanza consistenti, comunque tali da non poter essere esclusi dagli organi direttivi del partito. Proprio in questi giorni si parla della probabile candidatura del Sindaco di Cittadella Bitonci che, per ora, non conferma.

In ogni caso la forza “congressuale” di Tosi si misurerà anche in base ai risultati delle amministrative: se a Verona il Sindaco uscente si imporrà senza problemi al primo turno mentre nel resto del Nord il Carroccio perderà voti per gli scandali nel partito, allora Tosi avrà vita facile anche in Congresso; se, invece, a Verona si dovesse andare al ballottaggio la figura di Tosi ne uscirebbe ridimensionata e, per quanto anche in questo caso la segreteria regionale sarebbe nelle sue mani, un rafforzamento della corrente bossiana non sarebbe da escludere.

Tutto dipende dalle elezioni di Verona, dove forse qualche leghista della prima ora legato a Gobbo spera che Tosi non superi la prova al primo turno.   

Apr 13, 2012
#Verona #Flavio Tosi #Lega Nord
Fattore Vignali → diariodellacrisi-parma.blogautore.repubblica.it

L’ex Sindaco di Parma Pietro Vignali prende ancora carta e penna e si rivolge alla cittadinanza per attaccare Elvio Ubaldi (già Sindaco della città e di nuovo candidato), responsabile a suo dire del dissesto finanziario del Comune. Vignali si è dimesso qualche mese fa, travolto dalle indagini che hanno azzoppato la sua giunta, ma non ha mai accettato l’etichetta di “ladro” che gli è stata affibbiata. Il commissariamento di Parma si è reso necessario anche per l’eccessivo indebitamento delle società partecipate dal Comune che nella maggior parte dei casi facevano capo alla holding “STT Holding Spa”. Attraverso la holding (che ha un capitale di oltre 35 milioni di euro detenuto interamente dal Comune di Parma) sono state create numerose società miste pubblico-private che agivano al di fuori dei normali controlli del Ministero degli Interni sulle partecipate. Come sostiene Dario di Vico “i Comuni non si possono indebitare causa patto di stabilità interno, le società miste sì”. E così facendo nel corso degli anni l’indebitamento di queste società è cresciuto, visto anche il livello di opere faraoniche che il Comune ha posto in essere. L’intervento della magistratura la scorsa estate ha rovesciato le carte: secondo i pm era diffusa la pratica di acquistare terreni sopravvalutandoli e commissionare lavori senza poi svolgerli attraverso le società partecipate, drenando così fondi al Comune senza che nessuno se ne accorgesse.  

Proprio su questo punto Vignali precisa che

l’indebitamento delle società partecipate era e rimane alto. […] più del 90% di tale indebitamento (Stu Stazione, Stu Pasubio, Spip) è stato determinato da scelte compiute dall’Amministrazione Ubaldi.

Di chi è la colpa quindi? Difficile dirlo con esattezza. Proviamo a leggere le carte: ad oggi la STT Holding Spa detiene il 100% di otto controllate: Alfa (in liquidazione), Area Stazione Stu (120.000€), Authority Stu Spa (per la realizzazione della sede dell’Autorità Europea della Sicurezza Alimentare, 16milioni di euro), CasAdesso Spa (2.613.000€), Città delle Scienze (60.000€), MetroParma srl (in liquidazione), Parma Sviiluppo srl (in liquidazione), Spip srl (in concordato preventivo, fino all’ultimo ha richiesto 5mln di euro a fondo perduto alla Holding). 

L’oggetto sociale della holding è chiaro: assunzione di partecipazioni in altre società o enti, gestione delle partecipazioni societarie. E questo compito l’ha svolto dal 2009, anno di costituzione, in piena era Vignali (eletto nel 2007). Questo però non implica che le società controllate dalla holding si siano indebitate dal 2009 in poi. Molte di queste, infatti, esistevano anche prima, ma non rispondevano a STT Holding, bensì al Comune. E qui entra in gioco Ubaldi (sindaco dal 1998 al 2007) accusato da Vignali di aver costruito quel debito.

Resta complesso stabilire la verità dei fatti. Di certo c’è soltanto che gli attacchi a Ubaldi sono continui e puntano a ridimensionare la sua credibilità. A tal punto che c’è già chi considera le parole di Vignali una vera e propria sponda politica al centrosinistra.  

Apr 12, 2012
#Parma #Elvio Ubaldi #Udc #Pdl #Paolo Buzzi #Pietro Vignali
La complessità del voto → cise.luiss.it

Il Centro Italiano Studi Elettorali (Cise) ci offre sulla sua pagina web uno spaccato completo ed esaustivo sulle imminenti elezioni amministrative, riportando nei particolari le città al voto, le alleanze e i risultati precedenti. Si tratta di un contributo importante che mette in evidenza le peculiarità di queste elezioni.

Nei comuni del Nord “si assiste ad un’esplosione del numero delle candidature a primo cittadino. Rispetto a cinque anni fa gli aspiranti sindaco quasi raddoppiano passando da 63 a 108: un dato che bene evidenzia la destrutturazione del sistema partitico italiano in questa fase. Oggi l’assetto della competizione elettorale in quest’area del paese non è più bipolare. Accanto al centrosinistra che a fatica è riuscito a mantenersi unito, l’unità della destra, almeno per il momento, è andata persa e Pdl e Lega si sfidano apertamente in questa tornata elettorale. I partiti di Casini, Fini e Rutelli costituiscono un altro importante polo di aggregazione del voto ed è giusto tenere in debita considerazione anche il Movimento cinque stelle che presenta un proprio candidato in ognuno dei 10 comuni capoluogo al voto”.

Nella “zona rossa” i candidati del centrosinistra corrono con uno schieramento fedele alla foto di Vasto, ad eccezione di Carrara. Il Terzo Polo conferma le proprie difficoltà di coordinamento, visto che solo a Pistoia è riuscito a presentare un candidato comune. Il Pdl è stato “abbandonato” ovunque sia dai centristi che dalla Lega. Quest’ultima corre da sola, supportata da liste civiche, nella speranza di confermare i buoni risultati degli ultimi anni, soprattutto in Emilia-Romagna.

Nei capoluoghi del Sud “ci si accorge subito dell’estrema eterogeneità del quadro di alleanze: nei 12 comuni capoluogo troviamo 12 configurazioni diverse dell’offerta politica e perfino le due coalizioni principali di centrosinistra e centrodestra risultano piuttosto fluide e flessibili all’ingresso o all’uscita dei propri componenti”.

[grazie a @dileovale per la segnalazione!]

Apr 12, 2012
#Verona #Genova #Parma #Lecce #Palermo
Il bottino (elettorale) della Lega

Il rischio di una debacle elettorale in casa Lega non va sottovalutato, soprattutto in quelle città dove il Carroccio ha iniziato a raccogliere consensi elevati negli ultimi anni. Se il rischio di un tracollo nel lombardo-veneto non è all’ordine del giorno vista la forza degli amministratori locali della Lega, questo pericolo c’è in Emilia-Romagna e in Liguria, regioni dove il Carroccio ha vertiginosamente aumentato la sua forza senza però proporre personaggi carismatici come Tosi o Fontana.

Vediamo gli ultimi dati elettorali nelle principali città al voto. A Piacenza, estremo nord dell’Emilia-Romagna, la Lega è passata dal 5% nel 2007 (comunali) a più del 17% nel 2009 e 2010 (provinciali e regionali). A Parma ha ottenuto meno del 2% nel 2007 (comunali, candidato Zorandi che si ripresenta anche adesso) per poi crescere fino al 15% nei tre anni successivi (provinciali e regionali). A Genova il salto è stato più contenuto ma evidente in ogni caso: 4% circa nel 2007 (comunali e provinciali), 8.5% nel 2010 (regionali). Due anni fa si parlò a lungo dell’espansione della Lega nelle terre dell’ex “blocco rosso”. 

In tutti e tre i casi la crescita esponenziale del Carroccio ha cambiato le coordinate della politica locale. Per la prima volta la classe dirigente del Pd in Emilia-Romagna e in parte anche in Liguria è stata costretta a confrontarsi con un nuovo avversario, fino al allora relegato ai margini della politica locale. Resta da capire se gli scandali in casa Lega travolgeranno il partito alle prossime amministrative, soprattutto in Emilia e Liguria. A Parma, Piacenza e Genova il Carroccio corre da solo: è chiaro quindi che ogni voto sarà un voto al partito e alla sua credibilità, al di là dei singoli candidati.

Apr 12, 2012
#Lega Nord #Parma #Piacenza #Genova
Apr 12, 2012
#Genova #Marco Doria #Pd #IdV #Sel
Caccia a Lombardo

Raffaele Lombardo non è più uno sponsor politico ricercato in Sicilia. Soprattutto a Palermo dove, come abbiamo già documentato, in vista delle comunali i partiti e i candidati hanno cercato una sponda nel Governatore siciliano. Le primarie del centrosinistra sono state la prima occasione per ricomporre il complesso scacchiere della politica palermitana: da una parte Rita Borsellino, appoggiata dalla segreteria nazionale del Pd e contraria ad ogni accordo con il Governatore, dall’altra Fabrizio Ferrandelli, il vincitore della contesa uscito allo scoperto grazie alla “corrente” del Pd vicina a Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, principali sponsor dell’appoggio dei democratici in Regione a Lombardo. 

In seguito la frattura nel Terzo Polo ha convinto Fli a candidare un suo uomo, Alessandro Aricò. Il rapporto di fiducia reciproca tra Fini e Lombardo ha spinto quest’ultimo a spalleggiare proprio Aricò. Una presa di posizione netta, tanto da aver indotto Ferrandelli a rifiutare ogni accordo con Lombardo e il Terzo Polo, anche in vista del ballottaggio.

Il punto è che la forza elettorale di Lombardo in Sicilia può arrivare fino al 13%, un vero e proprio ago della bilancia. Ora però le cose potrebbero cambiare: il Governatore è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e rischia seriamente il rinvio a giudizio. “Non aspetterò che il giudice decida, mi dimetterò prima” ha dichiarato Lombardo, senza mai specificare quando e come. In questi giorni circolano voci all’Assemblea Regionale che darebbero per certe e imminenti le dimissioni. Certamente queste indiscrezioni giovano a pochi. Soprattutto non danno forza e spinta a Ferrandelli e Aricò: il primo è spalleggiato dal Pd che in Regione governa con Lombardo, il secondo annovera anche l’Mpa del Governatore tra i partiti che lo sostengono. E’ tra questi due candidati che si giocherebbe, ad oggi, il potenziale 13% degli autonomisti. Ma le inchieste che coinvolgono il Governatore potrebbero rimettere tutto in gioco, spostando parte di quei voti su Massimo Costa, candidato di Pdl e Udc.

Una vera beffa per il Partito Democratico che non ha contribuito all’elezione di Lombardo alla Presidenza della Regione nel 2008 (fu il centrodestra a sostenerlo e solo in seguito a lasciare la maggioranza), ma rischia di pagare dazio per l’appoggio fornito negli ultimi anni ad un Governatore indagato. La vittoria a Palermo sembrava  a portata di mano. Sembrava. 

Apr 11, 2012
#Palermo #Alessandro Aricò #Fabrizio Ferrandelli #Pd #IdV #Sel #Fli #Mpa #Udc
La lettera di Bersani → unita.it

Pierluigi Bersani scrive agli elettori del Pd in vista delle amministrative di maggio per difendere le scelte del suo partito e rilanciare i candidati.

I contenuti della lettera spaziano dalla difesa perentoria dell’articolo 18 (va aggiornato, non vanificato) alle “favole” raccontate dal Governo Berlusconi sulla reale situazione del paese (si sono occupati di tutto fuorché dei problemi reali degli italiani, portandoci alla fine sull’orlo del baratro), per rimarcare il sì del Pd alla patrimoniale e ad una lotta senza confini all’evasione.

L’obiettivo principale della missiva è restituire credibilità ad una classe politica fortemente delegittimata dagli scandali (“crediamo che il rimedio alla cattiva politica non sia l’antipolitica, ma la buona politica”) nella speranza che l’elettorato del Pd confermi il suo voto.

Ad un anno dalle politiche, infatti, Bersani non può permettersi passi falsi. Il rischio di malumori all’interno del partito è troppo alto per rischiare un flop che metterebbe in discussione la sua segreteria.

Apr 11, 2012
#Pd
Verona, l'immigrazione fuori dalla campagna elettorale

Forse sarà la prima volta che l’immigrazione, interpretata in termini di sicurezza, resterà fuori da un’importante campagna elettorale come quella di Verona. Già, perchè Flavio Tosi non sembra intenzionato a cavalcare il vecchio mito leghista del clandestino spauracchio della società e, di conseguenza, anche i suoi contendenti si sono adeguati. Anzi, lo stesso Tosi ha recentemente rilasciato una serie di dichiarazioni che un tempo avrebbero fatto impallidire la base del Carroccio:

“È condivisibile l’auspicio di un’evoluzione della normativa attuale, rimuovendo gli ostacoli burocratici che oggi limitano la partecipazione alla vita amministrativa dei tanti cittadini comunitari che vivono e lavorano nelle città italiane, perfettamente integrati e nel rispetto delle nostre leggi e delle nostre regole”.

“L’amministrazione comunale di Verona non ha mai posto in essere politiche discriminatorie nei confronti dei cittadini stranieri” ha sempre sostenuto Tosi. I numeri sembrano dargli ragione. Il dato di base: a Verona nel 2010 vivevano quasi 37.000 stranieri regolari, pari al 13,8% della popolazione residente, ben al di sopra della media nazionale che al 1 gennaio 2011 si collocava al 7,5%. Se è ovvio, come sostengono i critici, che la popolazione estera tende a migrare nei contesti economicamente più favorevoli come il Veneto, non è altrettanto scontato che il clima sociale e le opportunità occupazionali siano eccellenti. Eppure nel capoluogo scaligero sembra che sia proprio così: secondo una ricerca condotta nel 2010 dalla Fondazione Rodolfo de Benedetti e dall’Università Bocconi

“a Verona gli immigrati regolari si sentono meno discriminati che nel resto d’Italia, mentre si sentono più a disagio i clandestini, la cui percentuale massima (11%) risulta inferiore alla media nazionale (14%) e più bassa rispetto ad altre città del nord Italia con forte presenza di immigrati”.

La lettura di questi dati rafforza il modello Verona di Tosi: ampie aperture e massimo livello di integrazione per gli stranieri regolari, nessuna concessione ai clandestini. E con questa sfida apparentemente vinta dal Sindaco leghista escono di scena le strumentalizzazioni sull’immigrazione. Per una volta parlano i dati. E tutti i candidati lo sanno.

Apr 11, 2012
#Verona #Flavio Tosi #Lega Nord #Michele Bertucco #Pd #IdV #Sel #FdS #Luigi Castelletti #Pdl #Udc #Fli #Psi
Lega Nord, secessione (interna) in vista?  → europaquotidiano.it

“È in Veneto che la Lega rischia di più dal terremoto delle dimissioni di Umberto Bossi. Rischia di più perché in quel territorio è cresciuta una schiera di amministratori locali anche di nuova generazione, il radicamento dalle campagne dei distretti industriali e dai territori marginali si è allargato anche a centri urbani importanti come Verona e Treviso e, soprattutto, dal 2010 ha un suo governatore alla guida della regione”.

Luca Romano su Europa la pensa così: è in Veneto che la Lega rischia grosso perchè in quella regione il Carroccio ha accumulato un serbatoio di voti che si estende dalla provincia alle città. E’ per questo motivo che i rappresentanti più noti e apprezzati della Lega in Veneto non possono permettersi di sbagliare, mettendo a repentaglio un vero e proprio bottino elettorale. La pace siglata tra Flavio Tosi, Sindaco di Verona, e Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, è il tentativo secondo Romano di accreditare l’immagine del “cambio di stagione e di leadership politica. Senza rivoluzioni”.

In attesa che una delle tre reggenti del partito, Manuela Dal Lago, veneta ed ex Presidente della Provincia di Vicenza, esca allo scoperto per riaffermare l’identità “particolare” della Lega (in) Veneto. Ottimi propositi sulla carta, ma l’obiettivo primario sarà la conferma di Tosi a Verona. Una sconfitta del sindaco uscente peserebbe come un macigno sul costituendo cerchio magico del nordest.

Apr 11, 2012
#Verona #Flavio Tosi #Lega Nord
Verona, Tosi spinge per le pulizie di fine stagione → ansa.it

Il modello Verona, ossia una Lega trasversale e capace di raggiungere compromessi di alto livello anche con partiti di centrosinistra, è esportabile a livello nazionale. Così Flavio Tosi in un’intervista al Messaggero cerca di mettere a tacere le polemiche sul futuro del suo partito e marca le differenze tra la sua Verona e la politica romana. Non solo. Tosi spinge per anticipare a luglio il congresso federale che dovrà eleggere il nuovo segretario dopo le dimissioni di Bossi. Questo, sostiene il Sindaco, sarebbe il coronamento ideale della pulizia in casa Lega.

Gli obiettivi della strategia pro Maroni sono due: da un lato vincere al primo turno le elezioni di maggio confermando la forza a livello locale della Lega, spesso etichettata come esempio di buona amministrazione, dall’altro vincere il Congresso Regionale Veneto in giugno con il supporto di Maroni, travolgendo così le vecchie guardie del partito.  

Apr 10, 2012
#Verona #Flavio Tosi #Lega Nord #Api
Genova, il ruolo della Curia nello scacchiere elettorale → ilfattoquotidiano.it

Dopo i sondaggi anche la Chiesa e l’associazionismo territoriale “spaventano” il super favorito alla poltrona di Sindaco Marco Doria. Perchè a Genova la Curia conta eccome, visto che l’arcivescovo della città, Cardinal Angelo Bagnasco, è anche presidente della Cei. Il Fatto Quotidiano evidenzia in questo articolo il ruolo svolto in questi anni da un’associazione denominata “Iter Agentes”, nata per portare la dottrina sociale della Chiesa sul territorio, che annovera tra i suoi presidenti anche il candidato sindaco Pierluigi Vinai (Pdl). Inutile sottolineare che la candidatura di Vinai non è stata in alcun modo ostacolata dai cattolici.

La ragnatela politica genovese è molto complessa, a tal punto che i cattolici stessi non possono (e non vogliono) permettersi di appoggiare esplicitamente un candidato. L’obiettivo è ricreare un ambiente trasversale, con esponenti di tutti gli schieramenti, per dimostrare che il consenso verso la Curia non è sottovalutabile. Magari in vista di un ballottaggio molto pericoloso, dove il favorito Doria (troppo radicale secondo la Cei) sarebbe costretto a fronteggiare anche gli ambienti cattolici tradizionali, oltre all’ex presidente Vinai, ad oggi molto indietro nei sondaggi ma in recupero sul popolare Musso. A quel punto l’appoggio del solo Don Gallo non basterebbe e la vittoria al secondo turno sarebbe tutt’altro che scontata.

Apr 10, 2012
#Genova #Marco Doria #Pierluigi Vinai #Enrico Musso #Pd #IdV #Sel #Pdl #Udc #Fli #Api #Psi
Rebus Lombardia

Allo stato attuale il centrosinistra governa soltanto 2 dei 126 comuni lombardi al voto. E’ la Lombardia, bellezza. Considerata come la Regione locomotiva d’Italia e roccaforte degli ex alleati Pdl - Lega, con i primi forti soprattutto nelle grandi realtà metropolitane e i secondi nelle province minori, per la prima volta da molti anni a questa parte i comuni lombardi al voto potrebbero riservare molte sorprese. Anche in seguito alla “separazione consensuale” di Pdl e Lega che nella maggior parte dei casi correranno da separati in casa. Gli scandali che rischiano di travolgere il Carroccio anche in Lombardia saranno un’altra variabile da tenere in conto.

Per capire di cosa stiamo parlando è bene buttare un occhio sui dati elettorali del 2007 nei comuni oggi al voto. A Como l’allora Forza Italia raccolse il 32%, Alleanza Nazionale l’11,5%, la Lega l’11%, contro il misero 15% dell’Ulivo. Alle ultime elezioni regionali del 2010 nel Comune di Como il duo Pdl - Lega ha raccolto oltre il 58% dei voti: in particolare la Lega è passata dall’11 al 25% in tre anni. Oggi il Pdl comasco è spaccato al suo interno tanto che si presentano due candidati dello stesso schieramento ma espressioni di due correnti alternative. La Lega Nord corre da sola. Per il centrosinistra, quindi, c’è la grande possibilità di ribaltare i pronostici in un contesto solitamente avverso. 

Anche a Monza Pdl e Lega potrebbero contare su un serbatoio di voti molto alto. In Brianza il Carroccio ha più che raddoppiato i suoi voti, passando dall’8% (comunali 2007) al 20% (regionali 2010). Anche qui però Lega e Pdl si sono separati e rischiano di consegnare le chiavi della città al candidato unico del centrosinistra, Roberto Scanagatti, scelto con le primarie.

Come a Como e Monza, in gran parte dei comuni lombardi l’ormai sancita rottura tra Lega e Pdl potrebbe portare a numerosi ribaltoni. Restano da decifrare i numeri: correndo da soli Pdl e Lega riusciranno a valorizzare e incrementare il loro bacino elettorale? Oppure gli scandali che imperversano in casa Lega rischiano di bruciare decenni di consenso puro e indiscutibile? Di fronte a probabili ballottaggi cosa faranno gli ex alleati? Chi decideranno di appoggiare? Saranno davvero disposti a lasciare che il quadro politico del Nord cambi radicalmente senza provare almeno a vincere insieme un’ultima volta?

Apr 10, 2012
#Lombardia #Pdl #Lega Nord
Parma, Bernazzoli in vantaggio → diariodellacrisi-parma.blogautore.repubblica.it

Secondo un sondaggio realizzato per la Gazzetta di Parma tra il 27 e il 30 marzo Vincenzo Bernazzoli (centrosinistra) sarebbe in vantaggio di oltre venti punti sul suo competitor principale, l’ex Sindaco Elvio Ubaldi. Nonostante la distanza abissale tra i due non è affatto scontato che la partita per il Comune di Parma si concluda al primo turno: Bernazzoli e le liste che lo sostengono, infatti, sarebbero appena al di sotto del 50% dei voti necessari per evitare un pericoloso ballottaggio. Pericoloso perchè, sempre secondo il sondaggio della Gazzetta, Ubaldi è il candidato più conosciuto e potrebbe convogliare sulle sue liste gran parte dei voti che al primo turno finiranno a Pdl, Lega e Parma Unita, voti che allo stato attuale valgono proprio il 20%.  

Apr 10, 2012
#Parma #Vincenzo Bernazzoli #Elvio Ubaldi #Paolo Buzzi #Andrea Zorandi #Pdl #Pd #Sel #IdV #Lega Nord
Veneto, le divisioni Lega-Pdl e un centrosinistra spettatore → corrieredelveneto.corriere.it

La rottura Pdl-Lega si è fatta sentire a livello amministrativo. Anche in Veneto, regione roccaforte del leghismo, dove il (fu) partito di Bossi può contare sul 30% dei voti, gli ex alleati del centrodestra correranno separati in più di 80 comuni. Uno strappo storico che potrebbe favorire un centrosinistra che, per ora, non sembra in grado di impensierire gli altri candidati. Eppure si tratta di un’occasione unica per Pd & co, fino ad oggi quasi sempre in minoranza nel rinomato “Nordest ricco e produttivo”.  

Apr 9, 2012
#Verona #Flavio Tosi #Michele Bertucco #Luigi Castelletti #Lega Nord #Pdl #Pd #Udc #Fli #Api
Amunì Palermo  → palermo.repubblica.it

“Amunì Palermo” vs “Il Sindaco lo sa fare”, il giovane vs l’esperto, il nuovo contrapposto al già visto: non potrebbe essere più distante l’approccio alla campagna elettorale da parte dei due candidati di centrosinistra Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando. Nonostante le rispettive sedi elettorali, inaugurate il 7 aprile, distino poco più di 250 metri l’una dall’altra, i due contendenti ex alleati sembrano pronti a darsi battaglia anche sul piano della comunicazione.

Il giovane Ferrandelli si affida ad un leit motiv “popolare”, “Amunì Palermo”, mentre Orlando punta tutto sul fattore esperienza, “Il Sindaco lo sa fare”, presentandosi come il candidato che ha già dimostrato di saper svolgere il suo ruolo. Di fronte ad una città che rischia il dissesto finanziario la tranquillità e il ricordo di quella che fu definita la “primavera palermitana” rendono la campagna di comunicazione di Orlando più riconoscibile, mentre Ferrandelli e il suo staff dovranno lavorare sodo per superare il brand Orlando, puntando su elementi nuovi (come il leit motiv “Amunì Palermo”) ma anche sull’esperienza di personalità note. Così facendo Ferrandelli ha presentato alla città due dei dieci assessori che faranno parte della sua giunta in caso di successo: Nicola Leone, professore universitario, e Sergio Amenta, commercialista. Volti noti alla città e elementi di collegamento tra il vecchio e il nuovo.

Una curiosità: su Twitter l’hashtag #Amunì per ora non da risultati di rilievo oltre ai tweet dello stesso Ferrandelli. Chissà se entrerà mai nei TT.   

Apr 9, 2012
#Palermo #Fabrizio Ferrandelli #Pd #Sel #Amunì #Leoluca Orlando #Idv #FdS
Apr 8, 2012
#Palermo #Alessandro Aricò #Fli #Mpa #Api #Mps
Genova, un sondaggio "segreto" spaventa Doria → ilsecoloxix.it

Il Pd genovese è preoccupato. Secondo un sondaggio “segreto” che circolerebbe nelle stanze dei democratici in caso di ballottaggio il candidato della coalizione di centrosinistra Doria avrebbe serie difficoltà ad imporsi su Enrico Musso, candidato del Terzo Polo (al completo questa volta). In teoria Doria avrà al primo turno un ampio margine rispetto agli sfidanti, come documentato dal SecoloXIX due settimane fa: tutte le liste che appoggiano Doria, infatti, supererebbero il 50% dei voti, mentre il candidato sindaco si attesterebbe poco sopra il 49%, comunque al di sotto dell’asticella che scongiurerebbe il pericoloso ballottaggio.

Il rischio per Doria è di non riuscire a strappare l’elezione al primo turno, consegnando poi a Musso le chiavi di un secondo tempo elettorale che si giocherà sul terreno della moderazione, quello che i genovesi non trovano in Marco Doria, espressione di Sel. Se a questo si aggiunge l’alto livello di popolarità di Musso e la discussa uscita di scena del Sindaco Marta Vincenzi, sempre di centrosinistra, il rischio di uno storico ribaltone è dietro l’angolo. Primo turno permettendo.

Apr 7, 2012
#Genova #Marco Doria #Enrico Musso #Pd #IdV #Sel #FdS #Udc #Fli #Api
Emilia-Romagna terra di conquiste (elettorali) → ilfattoquotidiano.it

Prima il Partito Comunista Italiano, poi i Democratici di Sinistra e l’Ulivo di Prodi, infine il Partito Democratico: l’Emilia-Romagna è parte integrante di quel “blocco rosso” che ha caratterizzato una fetta consistente del paese dal dopoguerra ad oggi. Il problema è che la storica classe dirigente sorta lungo la via Emilia ha cominciato a dare segni di cedimento nelle ultime tornate elettorali dove la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle si sono accaparrati una buona parte di quello che una volta era definito il “voto operaio”. Difficile immaginare cosa accadrà alle amministrative di maggio.

Davide Turrini traccia il quadro completo della situazione sul Fatto. I giochi sono più che mai aperti. 

Apr 7, 2012
#Parma #Terzo Polo #Fli #Udc #Api #M5s
Lecce, questione di Calcioscommesse → ilpaesenuovo.it

Loredana Capone non ci pensa due volte e fa entrare la questione Calcioscommesse nella campagna elettorale leccese attraverso un comunicato stampa:

“Lecce è ancora una volta sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Ancora una volta per una vicenda che riguarda il centrodestra. Ancora una volta per una brutta notizia. Carlo Quarta, candidato con la lista Grande Lecce di Roberto Marti (Pdl), a sostegno di Paolo Perrone sindaco, è indagato per frode sportiva”.

Già perchè alcune partite del Lecce, attualmente in Serie A, sono finite nel tritacarne delle inchieste giudiziarie sulla corruzione nel mondo del calcio e per la candidata del centrosinistra danneggiare la squadra del Lecce significa danneggiare l’intera città, soprattutto dopo il ruolo di “ambasciatore” che il Lecce calcio ha svolto avvalendosi per anni dello sponsor “Salento d’Amare”, un vero e proprio brand per esportare e far conoscere la cultura e le tipicità salentine. Peccato che da qualche tempo il main sponsor della società sia cambiato, passando a Veneto Banca e Banca Apulia. Difficile immaginare che due istituti di credito, uno dei quali ben al di fuori dei confini regionali, possano rappresentare la città a livello internazionale.

Per ora il Sindaco uscente Perrone si è limitato a prendere atto della situazione ma ha aggiunto che qualora 

“dovesse profilarsi una qualche responsabilità a carico di Carlo Quarta, allora gli chiederemo con fermezza di ritirare la sua candidatura”.

Una candidatura che, intanto, è già stata depositata.

Aggiornamento 11/04: Carlo Quarta ha deciso di farsi da parte e di abbandonare la corsa al Consiglio comunale di Lecce.

Apr 7, 2012
#Lecce #Loredana Capone #Paolo Perrone #Pdl #Pd #IdV #Sel #Psi #Fli #IoSud
Parma, Bernazzoli gioca la carta Open Data → vincenzobernazzoli.it

Da una parte un centrodestra diviso e ancora scottato dagli scandali che hanno travolto la giunta Vignali, dall’altra le forze dell’antipolitica come il Movimento di Grillo che cercano di affermarsi cavalcando il tema della trasparenza e della legalità. Al centro, il candidato del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli che cerca di rendere più forte la sua candidatura promuovendo l’agenda digitale e gli open data a Parma:

“Contribuirà a realizzare questo obiettivo per una Amministrazione trasparente anche il progetto dell’Agenda Digitale che ho lanciato, non a caso, all’inizio di questa campagna elettorale. Grazie anche al web i cittadini potranno constatare di persona, attraverso quello che io chiamo il controllo diffuso, in qualsiasi momento, la qualità del governo della cosa pubblica. Questo è il modo di amministrare serio e affidabile che voglio proporre ai parmigiani per contribuire, tutti insieme, alla rinascita della nostra bella città”

L’ obiettivo di rendere l’amministrazione pubblica più trasparente, più credibile e più controllabile è già stato raggiunto dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna. 

Apr 7, 2012
#Parma #Vincenzo Bernazzoli #Pd #IdV #Sel #PdCi #Verdi
Parma, il M5S di Grillo si affermerà in Emilia?

Le imminenti comunali di Parma sono, sulla carta, una buona chance per l’affermazione di forze antipolitiche. Con il commissariamento del Comune e l’uscita di scena della giunta Vignali, travolta dagli scandali, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo proverà a confermarsi in un contesto ormai amico. Basti pensare che alle regionali del 2010 in Emilia-Romagna i grillini hanno superato tutte le aspettative e a Parma hanno raggiunto percentuali mai viste, superando l’Udc, Sel, Rifondazione e raggiungendo l’IdV di Antonio di Pietro: 7% il movimento, 8% il candidato Giovanni Favia.

In una città dove i partiti di centrodestra rischiano lo sbandamento post Vignali, il M5s potrebbe riuscire a drenare voti da entrambi gli schieramenti, confermando così la sua presenza nella “rossa” Emilia. 

A patto che le ultime uscite del comico sulla cittadinanza ai figli di immigrati e la vignetta di Mario Monti disteso in una bara non vengano considerate eccessive e fuori luogo anche dagli elettori delusi dalla politica tradizionale.  

Apr 6, 2012
#Parma #M5S #Federico Pizzarotti
Palermo, Orlando a caccia di follower → deeario.it

Anche Leoluca Orlando cede al fascino dei follower. Nonostante il discreto utilizzo dell’account Twitter il candidato Sindaco di Palermo fino ai primi giorni di aprile aveva poco più di 500 follower. Pochi per un personaggio così popolare nel capoluogo siciliano. Ecco allora che si è materializzato il grande balzo: in un solo giorno, il tre aprile, i follower sono aumentati di 2.000 unità, per poi riprendere nei giorni seguenti a crescere con la solita, lenta costanza.

Peccato che in rete se ne siano accorti: scorrendo l’elenco dei follower, infatti, è facile trovare un folto gruppo di account esteri (Australia, Usa…) spesso non aggiornati da mesi. E’ probabile che lo staff di Orlando si sia affidato ad una delle tante società che con poche decine di euro forniscono ad un account pacchetti di follower per aumentarne la visibilità. Un giochino che un tempo poteva funzionare, ma oggi desta solo sospetti e un sorriso amaro.

Apr 6, 2012
#Palermo #Leoluca Orlando #IdV #Verdi #Fds #Twitter
Verona, Bertucco attacca Tosi → michelebertucco.it

Gli scandali in casa Lega che hanno portato alle dimissioni di Umberto Bossi entrano prepotentemente nella campagna elettorale veronese. Il candidato del centrosinistra, Michele Bertucco, pubblica un post sul suo sito (firmandolo personalmente) per attaccare frontalmente il Sindaco uscente e candidato della Lega Nord Flavio Tosi:

E’ altamente improbabile che a risollevare le sorti di questo movimento possano riuscire politici pur più giovani ma che, come nel caso del sindaco uscente di Verona Flavio Tosi, sono sempre vissuti alla stessa maniera, ovvero non conoscendo altro mestiere all’infuori della politica, e cresciuti nello stesso ambiente secessionista che adesso i risvolti politici delle inchieste giudiziarie puntano giustamente a spazzare via.

Resta il dubbio sulla strategia adottata: Bertucco è davvero sicuro che una critica frontale al modello Lega sia sufficiente per convincere gli elettori di Tosi a cambiare idea? Oppure dovrebbe essere la comprensione della base leghista, delle sue richieste e del suo “sogno infranto” l’incipit a cui ancorare la campagna elettorale nelle prossime settimane?

Apr 6, 2012
#Verona #Michele Bertucco #Pd #Idv #Sel #Lega Nord #Flavio Tosi #Fds
Che ne sarà della Lega? → corrieredelveneto.corriere.it

Che ne sarà della Lega Nord dopo le dimissioni irrevocabili di Umberto Bossi? Difficile dirlo ma certamente il primo importante test elettorale su cui si misurerà la tenuta del partito del nord sono le amministrative di maggio. In quella tornata si rinnoveranno molti consigli comunali del nord Italia e alcune roccaforti storiche della Lega. Tracciamo il quadro della situazione:

- l’elettorato fedele della Lega Nord si è sempre considerato parte di un movimento più che di un partito, arrivando a dimostrare una fede costante nel segreto dell’urna. La forza del leghismo sta proprio qui: avere a disposizione una fetta importante di elettori del nord che non metterebbero mai in discussione il loro voto. Questo ovviamente non significa che non ci saranno ripercussioni per la Lega dopo le dimissioni di Bossi, ma quasi certamente queste non si manifesteranno con una debacle elettorale. Soprattutto in quei contesti dove il movimento ha saputo rinnovarsi;

- il Sindaco di Verona Flavio Tosi, ricandidato, è considerato il miglior amministratore in Italia, con indici di gradimento ben al di sopra della media nazionale. Inoltre ha condotto una dura lotta nel suo partito per la presentazione di una lista civica a supporto della sua candidatura, si è scontrato con Bossi e in Veneto sta travolgendo a suon di vittorie nei congressi provinciali le vecchie guardie del partito, in attesa del decisivo congresso regionale veneto che si dovrebbe tenere a giugno dopo il voto. Una vittoria congressuale sarebbe per Tosi una consacrazione perchè sancirebbe la nascita e l’espansione di un partito che guarda avanti, oltre le dimissioni di Bossi. In queste condizioni è difficile immaginare che un amministratore apprezzato come Tosi sarà una vittima elettorale per il malcontento della base leghista. Il rischio maggiore è che si verifichi un travaso di voti dalla Lega Nord alla lista civica che appoggia il sindaco uscente. Vedremo..;

-in quei contesti dove il leghismo non ha pienamente attecchito e dove non c’è una base forte e strutturata come in Lombardia e Veneto, il rischio di una fuoriuscita di voti è invece molto alto. A Genova, dove proprio ieri Tosi si è presentato per sostenere la candidatura di Rixi, il consenso della Lega ha raggiunto l’8,5% nelle Regionali del 2010. A Parma ha sfiorato il 15%, sempre nel 2010. Entrambi i casi, però, si possono definire episodi dettati dal clima d’opinione generale più che da un elettorato che non metterebbe mai in discussione voto e fede leghista. Ecco, in questi contesti il lento e progressivo consenso che la Lega ha accumulato negli ultimi cinque anni potrebbe facilmente svanire dopo gli scandali che hanno portato alle dimissioni di Bossi.

Apr 6, 2012
#Lega Nord #Flavio Tosi #Edoardo Rixi #Verona #Genova
Parma, candidati senza profilo

A poco più di un mese i candidati alla carica di Sindaco del Comune di Parma non sembrano aver preso poi così sul serio la campagna elettorale sui social media. Ad eccezione di Vincenzo Bernazzoli (centrosinistra) che utilizza con una certa costanza la sua pagina Facebook, il profilo Twitter (grazie al lavoro del suo staff, dichiara) e Flickr, gli altri candidati “di punta” sono indietro anni luce.

Paolo Buzzi (Pdl), ad oggi, non ha un sito personale e si appoggia al sito del Pdl di Parma, ha aperto un profilo twitter il 28 marzo ringraziando i nuovi follower cosi:”Grazie per il follow(si dice così?)su questo nuovo e strano “mezzo”. Per ora i tweet latitano.

L’ex sindaco Elvio Ubaldi (Udc - Civiltà Parmigiana) ha inaugurato il profilo twitter il 2 aprile e, per ora, ha scritto soltanto tre tweet. Per il resto c’è poco altro sul web che lo riguardi direttamente, anche se trapelano indiscrezioni sull’imminente apertura di una pagina Facebook.

Il candidato della Lega Nord Andrea Zorandi si è limitato per ora ad una pagina Facebook, tra l’altro aggiornata troppo sporadicamente.

A conti fatti i principali candidati di Parma non sono ancora pronti per fare il loro ingresso nell’agorà digitale. Al voto mancano circa trenta giorni.

Per tutte le info su Parma e sui profili dei candidati clicca qui

Apr 5, 2012
#Parma #Elvio Ubaldi #Paolo Buzzi #Andrea Zorandi #Vincenzo Bernazzoli #PD #Pdl #Udc #Idv #Sel
Lecce, pace fatta tra Perrone e Poli Bortone → lecceprima.it

Dopo mesi di incomprensioni e attacchi reciproci torna il sereno nel centrodestra leccese. Io Sud, il movimento co-fondato da Adriana Poli Bortone, torna ad allearsi con il candidato Sindaco Paolo Perrone (Pdl - Fli).

Non era affatto una scelta scontata, ma certamente senza quest’alleanza le probabilità di consegnare Lecce al centrosinistra di Loredana Capone dopo anni di governo di centrodestra erano molto alte. Non era una scelta scontata perchè osservando i dati delle ultime elezioni amministrative in Puglia, il movimento Io Sud si era alleato con l’Udc (e altri partiti minori) sia per le provinciali leccesi del 2009 sia per le regionali 2010, candidando sempre la Poli Bortone. Un’alleanza con il Pdl, a parte rare eccezioni, non si era mai materializzata in questi termini dopo il lungo periodo di rottura. 

Apr 5, 2012
#Lecce #Adriana Poli Bortone #Paolo Perrone #Pdl #Io Sud #Fli
Il quoziente familiare è la sintesi del modello Parma

Anche Vincenzo Bernazzoli, candidato della coalizione di centrosinistra, ne è consapevole: il quoziente familiare comunale introdotto a Parma nel 2009 dalla discussa giunta Vignali è un’ottima base per potenziare le politiche di sostegno alla famiglia. Nei giorni scorsi lo stesso Bernazzoli ha dichiarato che l’applicazione del Quoziente Parma sarà estesa, “compatibilmente con le risorse disponibili, per definire il sistema tariffario in base alle condizioni delle famiglie”.

Che cos’è il “Quoziente Parma”? Si potrebbe definire come il primo, serio tentativo realizzato in Italia di applicazione del quoziente familiare (su base comunale, in questo caso), ovvero di elaborazione di un coefficiente correttivo a misura di famiglia, per rendere più eque e omogenee le tariffe del Comune di Parma. E’ uno strumento già utilizzato su scala nazionale in Francia e che mira a ridurre il carico fiscale e a semplificare l’accesso ai servizi essenziali per le famiglie più numerose.

Il Quoziente Parma rappresenta senza dubbio un buon esempio ed è il frutto della passata gestione della città. Il centrodestra, pur presentandosi diviso a questa tornata elettorale, governa Parma da molti anni e potrebbe far suo il tema. Bernazzoli lo sa e con pragmatismo si è precipitato a dichiarare che lui, il Quoziente delle famiglie, non è intenzionato a metterlo in discussione.   

Apr 5, 2012
#Parma #Vincenzo Bernazzoli #Pd #Idv #pdl #Sel #Quoziente Familiare
“Abbiamo sempre detto che non potevamo stare con un Pd che stava con Lombardo. Lo abbiamo sempre ripetuto. Lo dicevamo anche prima che fosse stato incriminato. Riteniamo che sia un insulto agli elettori costituire la maggioranza determinante perché possa governare il proprio avversario in un sistema ad elezione diretta.” —

Leoluca Orlando

Apr 4, 2012
#Palermo #Leoluca Orlando #IdV #FDS #Verdi
“Da una parte il vincitore delle primarie: il 31enne Fabrizio Ferrandelli, Idv eretico espulso dal partito perche’ ha osato candidarsi in autonomia, spinto dall’associazionismo, dal gesuita Gianni Notari, ex guida del Centro Pedro Arrupe alla testa delle battaglie dei senza casa, e da settori del Pd legati a Beppe Lumia e al capogruppo all’Ars Antonello Cracolici, l’area ‘filo-governativa’, insomma, piu’ vicina a Raffaele Lombardo. Dopo avere avuto la meglio alle primarie sulla candidata ufficiale di tutto il centrosinistra, Rita Borsellino, con Ferrandelli si sono ritrovati Pd e Sel. Il suo nemico piu’ convinto appare essere il tre volte sindaco Leoluca Orlando, anima della ‘Primavera’, che lo ha bollato come “candidato abusivo, frutto di primarie dopate” —

Agi.it

Apr 4, 2012
#Palermo #Fabrizio Ferrandelli #Leoluca Orlando #Pd #IdV #Sel
Puzzle Palermo

Quando Ferrandelli ha vinto le primarie del centrosinistra a Palermo è stato etichettato come il candidato più vicino a Lombardo, il Presidente della Regione Siciliana, fino ad ora sostenuto da una variegata maggioranza che comprende anche pezzi consistenti del Partito Democratico.

Poi è esploso il Terzo Polo, con l’ingresso di Pdl e Grande Sud di Miccichè nel nucleo dei partiti che sostengono Massimo Costa, e con la conseguente fuoriuscita di Futuro e Libertà che a quel punto ha presentato un suo candidato, Alessandro Aricò. Quest’ultimo ha ricevuto l’appoggio ufficiale del Movimento per le Autonomie, il partito di Raffaele Lombardo. Il quale, a questo punto, non è più il principale sponsor di Ferrandelli, anche alla luce della probabile decisione del PD siculo di non sostenere più il Governatore in Regione dopo che il Gip di Catania ha disposto nei suoi confronti l’imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa.

E, per finire, si è inserito anche il candidato di sempre, quel Leoluca Orlando, già tre volte Sindaco di Palermo, che non ha accettato il risultato delle primarie vinte da Ferrandelli e ha formato una nuova coalizione di centrosinistra. 

Il Puzzle Palermo è e sarà molto difficile da ricomporre. Per ora non resta che attendere la presentazione definitiva delle liste.     

Apr 3, 2012
#Palermo #Massimo Costa #Fabrizio Ferrandelli #Alessandro Aricò #PD #Pdl #Mpa #Grande Sud #Udc
Genova, la Lega punta (ancora) sulla sicurezza → rixisindaco.com

Il tema della sicurezza entra con prepotenza nella campagna elettorale genovese. Edoardo Rixi, candidato sindaco in quota Lega Nord, ha dichiarato che la città “ha bisogno di un giro di vite. Dai quartieri abbandonati, dal degrado alla criminalità organizzata il passo è breve. Si deve parlare di sicurezza a tutto tondo”. Non è un caso quindi che giovedì prossimo Flavio Tosi arriverà a Genova per sostenere Rixi in una delle zone più discusse della città, il mercato rionale di Piazza Palermo.

La Lega Nord prova ancora una volta a persuadere l’elettorato indeciso e deluso puntando sul diritto alla sicurezza. Dopo anni di successi (in termini di consenso) nel Nord Italia, Genova non è più una fortezza insensibile alle sirene leghiste, basti pensare che il partito di Bossi è passato dal 3,6% delle comunali 2007 all’8,5% delle regionali 2010. Lecito che Rixi speri in un buon risultato.

Apr 3, 2012
#Genova #Edoardo Rixi #Lega nord #Marco Doria #Pierluigi Vinai
“Il sindaco uscente Flavio Tosi, leghista vicino a Roberto Maroni, e’ uno degli amministratori piu’ apprezzati d’Italia e si ripresenta sotto la bandiera della Lega Nord. Eppure, unico caso nella Lega, corre con una lista a suo nome appoggiata da ben sette liste civiche che lo rivogliono sulla poltrona di primo cittadino.
La riconferma di Tosi peserebbe molto in vista dei congressi regionali di giugno: con Tosi vincitore, al congresso veneto potrebbe incontrare molte difficolta’ l’attuale segretario Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, sempre fedele a Bossi.”
—

AGI.it

Apr 3, 2012
#Verona #Flavio Tosi #Lega nord #Pdl
Caos alleanze: Fli sposa la causa del Pd a Parma, Rutelli corre con Tosi → rassegna.camera.it

A Parma Fli non è riuscita a presentare una propria lista e non ha stretto accordi con gli alleati del Terzo Polo (l’Udc appoggia l’ex Sindaco Ubaldi, mentre l’Api si è schierata con Roberto Ghiretti, ex assessore allo Sport della discussa giunta Vignali). Pare così che in questi giorni buona parte del partito di Fini abbia dato il via libera, non senza scontri, ad un accordo con il candidato del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli. Il “rischio” quindi è che a Parma si formi un’alleanza tanto insolita quanto trasversale che parte da Fli per arrivare al PdCi.

Un altro imprevedibile accordo è quello tra il piccolo partito di Rutelli (Api) e il Sindaco di Verona Flavio Tosi. Lo stesso Rutelli ha più volte elogiato il primo cittadino scaligero fino ad assicurargli un pieno appoggio elettorale:

«I nostri candidati - ha spiegato Rutelli - saranno in una lista civica che fiancheggerà Tosi. Non ci saranno le insegne di Api ma una lista dal nome ‘Alleanza per Verona’. Si tratta di una scelta corretta perchè Tosi ha fatto bene e perché quando ha ricevuto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo ha fatto con tutte le insegne repubblicane»

Per il Terzo Polo non sembra esserci pace e a chi sostiene che queste amministrative sono un mero test locale senza altre finalità, basta rispondere con le parole di Italo Bocchino (Fli): “Palermo è il test elettorale prima della Terza Repubblica”. Più chiaro di così..

Apr 2, 2012
#Parma #Fli #Vincenzo Bernazzoli #PD #Sel #IdV #Verona #Flavio Tosi #Api #Lega nord
Genova, Musso invoca la trasparenza e presenta il suo "Codice Etico" → genova24.it

Come convincere il 40% dei genovesi indecisi o addirittura propensi a non votare(Ipsos)? Enrico Musso, candidato del Terzo Polo, ci prova presentando la “Carta di Genova”, un vero e proprio codice comportamentale all’insegna della trasparenza nella Pubblica Amministrazione che vincolerà il Sindaco e gli amministratori. Obiettivi principali sono la trasparenza nelle nomine di tutte le società partecipate, la rendicontazione on-line delle attività dei consiglieri in modo che i cittadini possano valutarne “la corrispondenza tra obiettivi assunti alla base e risultati ottenuti”, e una serie di divieti imposti agli amministratori (regali, conflitto di interessi, clientelismo). Di particolare importanza sono gli espliciti riferimenti al rischio di “infiltrazioni mafiose”, un argomento spesso tabù nelle grandi città del Nord Italia.

Musso, forte di un livello di popolarità molto elevato, cerca così di cavalcare anche l’onda della legalità e della trasparenza per contrastare il clima di forte sfiducia verso la classe politica. 

Apr 2, 2012
#Genova #Enrico Musso #UDC #Fli #Api
Genova, quante "balle" caro candidato → politicometro.it

Quante verità o falsità si lasciano sfuggire i candidati alla carica di sindaco durante una campagna elettorale? Quante volte, in circoli chiusi e autoreferenziali, i candidati si sono lasciati andare alle dichiarazioni più accese e false pur di catalizzare su di loro il voto? E’ successo spesso e volentieri per la semplice ragione che nessun candidato si aspetterebbe che un gruppo di aspiranti giornalisti lo seguisse in lungo e in largo per la città estrapolando ogni singola dichiarazione per poi riportarla su un sito verificandone l’autenticità.

L’esperimento di questo gruppo di giovani è nato all’Università di Genova e si pone l’obiettivo di “verificare ogni dichiarazione seguendo due percorsi: il primo è il rintracciamento delle fonti usate dal politico; il secondo è la ricerca di altre fonti da parte del/della giornalista”. Il Politicometro, questo è il nome del progetto che si ispira all’esperienza americana del PolitiFact, ha cominciato a far discutere i candidati genovesi, per la prima volta impossibilitati a parlare “a vanvera”, e con il rischio di perdere la faccia. Proprio ciò che un candidato non può permettersi in campagna elettorale. 


Apr 2, 2012
#Genova #marco doria #Pierluigi Vinai #Enrico Musso
3 Aprile termine ultimo per la presentazione di candidature e liste

In vista del voto amministrativo che si terrà nel weekend del 6-7 maggio (con eventuale ballottaggio il 20-21 maggio) questa settimana si conclude la fondamentale operazione della presentazione delle liste di candidati alla carica di consigliere comunale e delle candidature alla carica di sindaco. Il termine ultimo è fissato nella giornata di domani, martedì 3 aprile.

Apr 2, 2012
#elezioni
Capone - Salvemini - Vendola: il centrosinistra si compatta a Lecce  → carlosalvemini.it

Era rimasto dietro le quinte durante le primarie leccesi, quando a confrontarsi erano Loredana Capone, attuale vicepresidente della Regione Puglia, e Nicola Salvemini, espressione di Sel. Dopo numerose incomprensioni nel suo partito e in seguito alla vittoria della Capone, Nichi Vendola è tornato a svolgere un ruolo da protagonista in vista delle comunali di Lecce: la lista “Lecce Bene Comune”, presentata lo scorso 30 marzo, comprende FdS, “Puglia per Vendola” e l’associazione “Lecce2.0dodici”, oltre a Sel, ed è quindi espressione di tutte le forme “civiche” della sinistra leccese. 

Il passo compiuto da Vendola è importante perchè Sel si appresta ad abbandonare il proprio simbolo per correre insieme a tutte le realtà del territorio. L’obiettivo, però, resta uno: sottrarre il Comune di Lecce, storica roccaforte del centrodestra, alla coalizione guidata da Perrone e riportare le forze di sinistra dentro il Consiglio Comunale dopo anni di assenza. 

Apr 1, 2012
#Lecce #Nichi Vendola #Sel #Loredana Capone #Lecce Bene Comune
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