Genova, la culla del centrosinistra
A quattro giorni dal voto Genova si prepara a fronteggiare una tornata elettorale molto importante per il futuro del centrosinistra in città. Storica roccaforte delle forze progressiste il capoluogo ligure difficilmente riserverà sorprese, visto che il grande favorito della vigilia resta Marco Doria, candidato con un’ampia coalizione di centrosinistra, che cercherà di far dimenticare l’annus horribilis del Sindaco uscente Marta Vincenzi, fortemente criticata per la gestione dell’emergenza alluvione che ha messo in ginocchio la città.
Dall’Ulivo al Pd. Sono i dati elettorali a dimostrare quanto la forza strutturale del centrosinistra a Genova sia ampia e ben distribuita. Nel passaggio dall’Ulivo di Prodi al Partito Democratico il serbatoio di voti è rimasto inalterato, non subendo alcun ridimensionamento neanche nei momenti più difficili per il centrosinistra a livello nazionale. Se il riflesso della politica romana spesso influisce sui risultati locali a Genova questo problema non si è mai veramente presentato. I dati parlano chiaro: l’Ulivo ha ottenuto il 38% alle Regionali 2005 (Governo Berlusconi in difficoltà, l’anno successivo la coalizione guidata da Prodi avrebbe vinto le elezioni) e il 34,6% alle Comunali 2007 (Governo Prodi in crescente difficoltà), mentre il Partito Democratico ha debuttato con un 35,9% alle europee 2009 (Governo Berlusconi all’apice del consenso) per poi avere un leggero calo in occasione delle Regionali 2010 (31,7%). Forza dei candidati, radicamento territoriale e un po’ di vecchia ideologia rappresentano un mix vincente per il centrosinistra in Liguria. Alla netta supremazia del Pd negli ultimi anni si è affiancata l’Italia dei Valori, capace di incrementare i suoi voti passando dall’1,4% delle Regionali 2005 al 3,6% delle Comunali 2007, fino ad uno stabile 10% tra europee e Regionali. L’idv a Genova è il terzo partito dopo Pd e Pdl. Eppure gli ultimi sondaggi disponibili registrano un evidente calo di consensi per Pd e idv, accreditati rispettivamente al 23% e al 4,5%, un crollo compensato dalla netta affermazione della lista civica di Doria (intorno al 15%): conseguenza probabile delle difficoltà di tutti i partiti nel contrastare il clima antipolitico.
Pdl in trincea, Lega in crescita. Anche per le forze di centrodestra il trend elettorale è all’insegna della stabilità. A differenza degli avversari una stabilità che non paga visto che Forza Italia - Alleanza Nazionale prima e il Pdl poi non sono mai riusciti ad ottenere un risultato di rilievo nel capoluogo ligure. Se a questo aggiungiamo la recente separazione dalla Lega Nord le probabilità di successo si restringono ulteriormente. Considerando anche le civiche di diretta emanazione del candidato Fi + An e il Pdl si sono quasi sempre collocati tra il 28 e il 30%, anche se gli ultimi sondaggi attribuiscono al partito di Alfano poco più del 14%. Difficile prevedere un successo per il candidato pidiellino Pierluigi Vinai. L’unica forza politica in crescita nel centrodestra è la Lega, passata dal 3-4% all’8,5% registrato nel 2010. Peccato che il Carroccio corra da solo come nel resto del Nord con un suo candidato, Edoardo Rixi.
Prove tecniche di Terzo Polo. Genova è una delle poche città dove il Terzo Polo si presenta compatto e al completo. Ma quanto valgono Udc, Fli e Api? Poco, troppo poco stando ai risultati delle ultime elezioni. Il partito di Casini che negli ultimi anni si è fatto notare per una vera altalena politica tra centrodestra e centrosinistra (fino al 2007 si è schierato con Berlusconi & co, mentre nel 2010 faceva parte della coalizione che appoggiava il Governatore ligure Burlando insieme a Sel, Verdi e Rifondazione) a Genova non ha mai superato il 5%, eccezion fatta nel 2006 (elezioni politiche). A compensare la debolezza dei partiti del Terzo Polo ci pensa il candidato Enrico Musso, molto popolare a Genova. Difficilmente basterà, visto che a metà aprile i sondaggi collocavano la coalizione poco sopra il 10%. Lista Musso inclusa.
La variabile Grillo. Non farcela al primo turno, permettendo agli avversari di coalizzarsi, è l’unico serio rischio che correrà Doria domenica e lunedì prossimi. A soffiare i voti decisivi al grande favorito potrebbe essere anche il comico genovese Beppe Grillo, con il suo M5S accreditato intorno al 10%. Una percentuale altissima e, soprattutto, un precedente pericoloso per una roccaforte inespugnabile come Genova.