Lecce in bilico: continuità o rinnovamento?
Non avrà vita facile il futuro Sindaco di Lecce. Nella città salentina è ancora alta la percentuale degli indecisi, ma certamente il confronto a due tra Paolo Perrone (Sindaco uscente in quota centrodestra e grande favorito della vigilia) e Loredana Capone (candidata del centrosinistra dopo la vittoria alle primarie, vice di Vendola in Regione) segnerà il futuro di Lecce: da un lato la continuità e per certi versi la tranquillità di chi governa ininterrottamente da anni, dall’altro il possibile e potenziale rinnovamento della classe dirigente locale. E’ dal 1998, quando Adriana Poli Bortone strappò il Comune a Stefano Salvemini, che il centrodestra governa la città. Dopo i due mandati della “donna forte” di Lecce, da molti considerati gli anni d’oro del rilancio del centro salentino, nel 2007 è l’attuale Sindaco Paolo Perrone ad affermarsi, raccogliendo con la sua coalizione oltre il 56% dei voti. Negli ultimi cinque anni, però, la luna di miele del centrodestra con gli elettori si è ridimensionata, tra filobus milionari, spese fuori controllo (secondo i detrattori) e la rottura politica tra il Sindaco e il suo predecessore. Perrone e la Poli si sono reciprocamente delegittimati per anni, prima di ritrovare un filo conduttore alla vigilia della presentazione delle liste, riportando Io Sud, il partito co-fondato proprio dalla Poli, nei ranghi del centrodestra. Il rischio di mettere in discussione quella che ormai tutti considerano una roccaforte “azzurra” era troppo elevato per cedere alle rappresaglie di potere, ma il problema sarà capire se gli elettori “fedeli” dimenticheranno i momenti bui degli ultimi anni.
Da An a IoSud. In una città dove i missini raggiungevano spesso il 14-15% la forza elettorale della destra leccese non può essere sottovalutata. Adriana Poli Bortone è stata una rappresentante di primo piano del Movimento Sociale e di Alleanza Nazionale (Ministro delle risorse agricole nel primo Governo Berlusconi e responsabile delle politiche per il mezzogiorno). An a Lecce ha sempre ottenuto risultati ben al di sopra della media nazionale, tanto che nel 2007 si è affermato come primo partito con il 20% dei voti. Anche in occasione delle due elezioni (1998 e 2002) che incoronarono la Poli Bortone l’alleanza tra Fi e An si rivelò fruttuosa: la sola somma dei voti accumulati dai due partiti sfiorò il 50% nel 2002. I problemi cominciarono con la nascita del Pdl e la relativa rimozione di tutto quel retaggio culturale e ideologico su cui si fondava la destra italiana: nel 2008, alla vigilia delle politiche, i principali candidati dei due schieramenti spingevano per la nascita di un sistema sempre più bipolare e, sul lungo termine, bipartitico, con l’obiettivo di eliminare le ali estreme e assicurare più governabilità agli esecutivi. Proprio quell’anno il debutto leccese del Pdl fu sorprendente: 46,6% contro il 34,5% dei democratici. A consacrare il successo del nuovo centrodestra ci pensò anche la Poli Bortone, candidandosi per il Senato nelle liste del Pdl. Poi qualcosa cambiò. Nel 2009 le prese di posizione di Fini tese ad ammorbidire le idee storiche della destra italiana e le prime frizioni con il premier Berlusconi convinsero la Poli ad abbandonare la nave del Pdl per creare un nuovo movimento al passo con i tempi, parzialmente deideologizzato e fortemente radicato nel territorio. Io Sud nasce per accogliere chi non vuole dimenticare l’esperienza di An ma anche per “per dare maggiore spinta energetica alla crescita del territorio”. Due anni dopo l’elezione di Perrone Io Sud sospende il suo appoggio al Sindaco e alla coalizione di centrodestra, per poi presentarsi insieme all’Udc di Casini alle provinciali di Lecce nel 2009 e alle Regionali pugliesi nel 2010, collocandosi intorno al 10%. La candidatura solitaria della Poli è stata considerata fondamentale per la riconferma di Vendola nel 2010, visto che in quella tornata il Pdl ha perso per strada più del 10% rispetto alle europee dell’anno prima. A Lecce il centrodestra non poteva permettersi lo stesso errore ed ecco che Pdl, Io Sud e Fli sono tornati a coalizzarsi: vecchia e nuova destra di nuovo uniti in una città storicamente conservatrice. A quasi 15 anni di distanza il destino di Lecce è ancora legato al nome di Adriana Poli Bortone.
Le (poche) speranze del Pd. A parte la parentesi di Stefano Salvemini, Sindaco negli anni ‘90, il centrosinistra leccese non è mai riuscito a rompere il muro del conservatorismo nell’elettorato leccese. Le (poche) speranze sono riposte in Loredana Capone che nel 2009 alle provinciali di Lecce è riuscita a trascinare al ballottaggio il candidato del centrodestra Gabellone, poi risultato vincente per pochi punti. Anche in quell’occasione però gli indiscutibili meriti della Capone andavano valutati insieme alla rottura politica tra Io Sud e il centrodestra, visto che al primo turno la Poli Bortone raccolse oltre il 21% dei voti, spianando la strada al ballottaggio. Oggi, come visto, non c’è più quel clima di forte contrapposizione politica nel centrodestra e il Partito Democratico per ottenere un risultato di rilievo dovrà spingersi ben oltre il 18% ottenuto alle Regionali due anni fa, magari sperando in una crescita parallela delle liste civiche a sostegno della candidata democratica. Tutto questo, però, ha un solo vero obiettivo: portare Perrone al ballottaggio. Perchè per il centrosinistra leccese la vittoria della Capone al primo turno è quasi un’utopia.